Mutuo casa 2019: più richieste e meno surroghe.

Circa il 78% degli italiani è proprietario della sua abitazione principale, percentuale che non ha eguali e che attribuisce al nostro settore casa un valore sociale unico al mondo.

Complici i prezzi degli immobili ancora in lieve calo e i mutui ipotecari concessi ai tassi più bassi di sempre, l’investimento preferito nel nostro Paese continua ad essere il mattone, per un valore stimato di 5.246 miliardi di euro (circa la metà della ricchezza lorda delle famiglie).

Cresce la domanda di abitazione (+20%) e per il quinto anno consecutivo è aumentato anche il numero di compravendite (+6,6%).

In questo articolo diamo uno sguardo al mercato dei mutui e alle nuove tendenze emerse dall’analisi di Crif relativamente ai primi mesi del 2019.

andamento mutui 2019

Crif, un’importante società di mediazione creditizia che redige dati e relazioni costanti, ha offerto un’analisi sull’andamento dei mutui dai quali emerge come la domanda generale di istruttorie relative ai mutui sia in calo, anche abbastanza marcato, visto che si è registrato un -8% rispetto agli ultimi tre mesi del 2018.

In particolare sono state le surroghe ad accentuare questo trend, scendendo dal 46,8% del totale delle richieste di istruttoria relative ad un mutuo nel 2018, fino al 34,3% in questo primo quadrimestre del 2019; è il dato più basso dal 2013.

Invece sono in aumento le domande riguardanti il mutuo per l’acquisto della “prima casa”, che nell’anno solare precedente coprivano il 43,2% del totale delle istruttorie, mentre in questi primi mesi del 2019 sono arrivate quasi al 55% registrando un deciso +11,6 rispetto all’anno solare precedente.

Da gennaio a marzo anche le erogazioni di mutui sono cresciute(+1,2%) per un controvalore di oltre 127 milioni di euro.

In salita costante ormai da almeno 4 anni anche i numeri riguardanti l’importo medio richiesto: se nel 2017 gli italiani chiedevano alla loro banca mediamente 124.780 euro, nel 2018 l’importo è salito a 127.483 euro.

C’è da sottolineare inoltre che è diminuita la forbice tra il mutuo richiesto e quello effettivamente erogato; ciò testimonia che gli istituti di credito appaiono più disponibili ad andare incontro alle esigenze dei propri mutuatari.

A questo si aggiunga  che i tassi di interesse per adesso continuano a essere ai minimi storici, elemento che di certo ha reso ancora più conveniente l’acquisto di un immobile. Nel 2018 il tasso fisso medio applicato dagli istituti bancari risulta all’1,85% (in ribasso negli ultimi 7 anni) mentre il tasso variabile medio applicato dalle banche è dello 0,88%.

Osservazioni.

L’analisi di Crif ha immortalato un mercato dei mutui alla famiglia sempre più polarizzato sulla componente di acquisto; sostituzioni e surroghe, che avevano influenzato il mercato negli anni 2015 e 2016, ormai trovano poco spazio.

Dopo anni caratterizzati di crescita, il perché del rallentamento delle richieste di surroghe e sostituzioni è facile da capire: evidentemente il bacino di mutuatari per i quali la rottamazione dei vecchi contratti potrebbe risultare ancora conveniente si sta esaurendo.

Viceversa, gli italiani comprendono la convenienza di acquistare una nuova casa in questo periodo dati i tassi vantaggiosi e dimostrano che per loro l’immobile resta il bene rifugio per eccellenza e l’investimento principale.

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